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Merano, scrittori e poeti sul confine
Di Paolo “Bill” Valente

Merano, antica capitale del Tirolo. Un villaggio, un borgo, una rocca, una città che, nel corso di una vicenda millenaria, furono centro e furono frontiera. Centro di un Tirolo che era ed è frontiera. Piazza e periferia. Città sul confine. Ogni porto è varco tra un dentro e un fuori.
Confine: luogo della contraddizione. Linea che separa e tratto che unisce. Zona di contatto e di frattura. Fantasia, realtà. Creazione umana e, al medesimo tempo, limite imposto dalla natura.La Merano europea non sarebbe concepibile senza i poeti e gli scrittori che, attratti da un richiamo misterioso (spesso per motivi di salute), l’hanno frequentata nel corso dei secoli, soprattutto dalla seconda metà dell’800. A partire da Heinrich Noë, che ne descrisse la primavera, o da Paul Heyse, che le dedicò alcune novelle, Merano ha ospitato o dato i natali (altri vi riposano in pace) ad autori di ogni nazionalità e caratura tra i quali Joseph Friedrich Lentner, Emil Kuh, Beda Weber, Ignaz Vinzenz Zingerle, Karl Wolf, Arthur Schnitzler, Christian Morgenstern, Rainer Maria Rilke, Franz Kafka, David Vogel, John Stoddard, Margherita Sarfatti, Curzio Malaparte, Luigi Bartolini, Slatin Pascha, Gottfried Benn, Fritz von Herzmanovsky-Orlando, Gertrud von Le Fort, Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo, Ezra Pound, Max Tosi, Antonio Manfredi, Wilhelm Lehmann. Joseph Zoderer nacque a Merano e poi partì (“ce n’andammo”), in un triste giorno del 1940, Julien Green ne serbò un ricordo di “grande malinconia” pensando a “ciò che mai, mai più sarà” e Stefan Zweig considerò la città del Passirio il luogo in cui “il nord e il sud, la città e la campagna, la Germania e l’Italia, tutti questi aspri contrasti si fondono placidamente”. “Qui la natura – gli parve di capire – ha scritto sul mondo con grafia equilibrata e tondeggiante e con lettere multicolori la parola “Pace”[1].
È questo l’humus nel quale ha trovato le sue radici il Premio letterario internazionale Merano-Europa. La partita cominciò nel 1995 e, nel passaggio da un millennio all’altro, sviluppandosi a cadenza biennale, il concorso ha messo radici, è cresciuto e ha dato frutti.
Nel 1995 si azzarda la prima edizione. Le sezioni del concorso restano tre (Narrativa, Poesia, Traduzione) fino al 2005, quando si apre al Testo teatrale, e al 2007, con la Narrativa per ragazzi. A legare in modo particolare Merano, l’Alto Adige plurilingue e l’Europa dei molti popoli è certamente la traduzione di una poesia dal tedesco all’italiano e dall’italiano al tedesco. Un invito a comunicare nell’ottica della reciproca comprensione. A mettersi gli uni nei panni linguistici degli altri.
Alla valutazione dei testi partecipano studenti e insegnanti, appassionati lettori ed esperti, personaggi illustri e significativi dello scenario culturale nazionale. Al concorso prendono parte ogni volta diverse centinaia di aspiranti autori che fanno pervenire le loro opere da tutta l’Italia e anche dall’esterno.
Col 2015 il Premio si “stabilizza”. Quattro sezioni: narrativa italiana, narrativa tedesca traduzione poetica dall’italiano e dal tedesco. Con alcune novità, anche negli anni successivi: la collaborazione col prestigioso Lyrikpreis Meran nella scelta e nella valutazione della poesia da tradurre dal tedesco, con il Premio Rimini e con il Premio Nazionale Elio Pagliarani per la traduzione dall’italiano. E ancora la partnership con il Südtiroler Künstlerbund e soprattutto con la casa editrice AlphaBeta, da sempre impegnata sul fronte dei rapporti tra lingue e culture che ha prodotto, tra l’altro, l’antologia delle opere premiate.
[1] Cfr. F. Delle Cave, E. M. Baur, Letteratura e villeggiatura, Merano 2012; F. Delle Cave, Südtirol. Ein literarischer Reiseführer, Bolzano 2011; E. Kontschieder, J. Lanz (a cura di), Artisti a Merano, Bolzano 2001; P. Valente, Nero ed altri colori, Trento 2004.
Un Premio Letterario per sconfinare
Di Aldo Mazza, Presidente onorario della giuria

Merano-Europa, il nome di questo nostro concorso, non è solo un’etichetta di facciata, ma piuttosto una chiara dichiarazione di intenti che vede un luogo, Merano e l’Alto Adige/Südtirol, sfruttare in positivo e in una dimensione europea le proprie competenze e la vocazione multiculturale di un territorio segnato da un passato non facile. La letteratura come ponte per guardare oltre, dialogare e conoscersi. Un’occasione per far entrare in contatto scrittori, poeti, traduttori e lettori di due grandi culture europee. Una finestra aperta anche per i complessi e articolati mondi editoriali di area italofona e germanofona. Non è un caso che tutto nasca in un luogo di confine che interpreta la sua posizione non come limite, ma come posto da cui sconfinare, guardando al nord e al sud della nostra Europa.









































